ARMI

Le armi da noi utilizzate in Sala d’arme sono fedeli repliche museali, progettate e forgiate da alcuni dei migliori fabbri al momento in circolazione, in modo da rimanere il più possibile aderenti alla trattatistica dei Maestri antichi. Non disdegniamo a priori l’utilizzo di armi in legno o in materiale sintetico, in quanto comprendiamo che queste possono avere un prezzo di acquisto assai più accessibile. Inoltre, l’utilizzo di materiali differenti dall’acciaio non è da considerarsi una necessità esclusivamente moderna, tant’è che persino gli uomini d’arme del passato usavano spesso armi che avevano subìto delle modifiche strutturali, soprattutto in contesti convenzionali dove il combattimento rimase per lo più rilegato all’interno delle Scuole di scherma una volta perso il suo fine duellistico.

Così alcune armi passano dall’acciaio ad essere in legno o in cuoio, oppure dove non fosse possibile il cambiamento, avviene una decisa revisione strutturale dell’arma stessa con il fine di renderla più sicura.
Detto questo, noi riteniamo però che solamente l’acciaio sia in grado di replicare le caratteristiche originarie delle armi antiche, così come il “sentimento del ferro” tra armi in fase di legamento; quest’ultimo uno degli aspetti fondamentali della pratica ma anche del combattimento stesso.

Però è necessario specificare un presupposto estremamente importante: in ottica di Legge, gli oggetti che noi usiamo nella nostra disciplina non sono armi ma strumenti sportivi, quindi armi improprie. Il testo in corsivo che segue è un estratto riassuntivo preso da un famoso ebook intitolato “Sintesi del Diritto delle Armi”, di Edoardo Mori, Magistrato di Cassazione.

Le armi si distinguono in armi improprie, o strumento atti alla offesa, e in armi proprie. Le armi proprie si distinguono come segue.

Armi bianche (armi proprie)
“Spade, pugnali, baionette, tirapugni, bastoni animati, mazze ferrate, manganelli, storditori elettrici, bombolette lacrimogene non conformi al DM 12 maggio 2011 n.10
La Cassazione ha detto che non è arma propria una sciabola puramente ornamentale o il pugnale da subacqueo e che un coltello a scatto non diventa un pugnale se non ha lama da pugnale. Questa decisione apre la porta a considerare strumenti sportivi certe armi proprie usate nelle arti marziali; l’importante è che esse, al di fuori delle palestre, vengano solo trasportate e mai portate e che siano chiaramente destinate ad allenamento sportivo.”

Strumenti atti ad offendere (armi improprie)
“Non sono armi, ma strumenti, i coltelli di qualsiasi genere e dimensione (vedi sopra per quelli a scatto), gli archi, le balestre, i fucili da pesca subacquea, accette, forbici, punteruoli, attrezzi sportivi delle arti marziali, ecc. Vale a dire ogni strumento che può ferire, ma che è destinato in via principale ad altro scopo come strumento sportivo o di lavoro. Gli archi e le balestre non sono considerate armi improprie se portati senza le frecce o non incordati (è comunque chiaramente solo un trasporto).

Questi strumenti sono liberamente importabili, acquistabili, detenibili senza denunzia e trasportabili; possono essere portati solo per giustificato motivo, cioè per essere usati per la loro destinazione primaria. Chi è uscito di casa portando l’oggetto per un giustificato motivo, è legittimato a portarlo fino a che non rientra a casa. Il porto senza giustificato motivo è punito dall’art. 4 L. 110/1975. Non sono armi proprie, secondo la prassi della maggioranza delle questure e con piena logica, le spade, le katane, le sciabole, le shuriken, non particolarmente affilate o appuntite, da considerare o strumenti sportivi o da arredamento o da uso scenico, o complemento di divisa. Esse quindi vengono liberamente importate e vendute e non vanno denunziate.”

Dinnanzi a qualsiasi autorità competente legata alle forze dell’ordine è importante parlare sempre di strumenti sportivi e mai pronunciare la parola armi onde evitare inutili malintesi, in quanto sono privi di filo e di punta; è importante anche mostrare la presenza di protezioni difensive appositamente per la pratica e mantenere un atteggiamento sempre cordiale e disponibile. Si potrebbe anche portarle per giustificato motivo, ma per evitare alla fonte qualsiasi malinteso è necessario trasportarle sempre all’interno di una sacca sportiva, e la stessa chiusa nel portabagagli quando si è in macchina, lasciando il porto come ultima e ben oculata soluzione.

Per giustificare la presenza degli strumenti da noi utilizzati, è necessario portare con sé la Tessera Associativa e mostrarla alle autorità come prova tangibile della pratica sportiva con gli strumenti in oggetto. Quanto segue è la differenza tra Porto e Trasporto:

Porto
E’ considerato porto quando l’arma è di immediato uso, cioè pronta ad essere impugnata, portata indosso o quasi (anche in borsa o borsello), carica, rapidamente utilizzabile da chi la porta.

Trasporto
E’ considerato trasporto quando l’arma non è di immediato uso da parte di chi la trasporta, cioè è chiusa in una valigia, zaino, borsa, senza munizioni, quindi scarica e le stesse sono in altro contenitore separato, così l’arma si intende di non immediato uso.

ISCRIVITI alla nostra newsletter!