BROCCHIERO

Il Brocchiero consiste in un piccolo scudo tondo, mediamente piccolo quanto un pugno, solitamente tenuto per una impugnatura presente sulla parte posteriore tanto grande da poterci alloggiare unicamente la mano, e non l’intero avambraccio a differenza degli scudi più voluminosi. Sicuramente questo tipo di scudo risulta essere uno dei più antichi ed allo stesso tempo longevi, essendo stato utilizzato fino al XVII° secolo. I modelli più antecedenti erano composti per lo più di materiale ligneo, rinforzato al centro da un umbone e da un orlo entrambi in metallo. Diversamente, il Brocchiero si presenta anche interamente lavorato in acciaio, pur non subendo sostanziali modifiche nella sua forma, eccetto in alcuni casi esposti più avanti.

Le ristrette dimensioni fanno del Brocchiero un perfetto strumento da abbinarsi alla spada impugnata ad una mano. Non casualmente, il più antico manoscritto contenente la sapienza marziale sull’uso della spada la vede accompagnata a questo piccolo scudo come esposto nel Manoscritto I.33. Di area germanica, questo testo miniato pare essere stato redatto da un monaco di nome Lutegerus, in cui si illustrano in 64 tavole delle azioni di combattimento di spada medievale insieme al brocchiero, aventi come protagonisti due monaci di cui uno è il prete e l’altro lo scolaro riconoscibile dalla testa coperta dal cappuccio. Dopo le prime due tavole in cui si mostrano le sette guardie base, la spiegazione procede con 38 sequenze, l’inizio delle quali è contrassegnata da una croce sulla sinistra.

“Tres sunt que preeunt relique tunc fugiunt
Hec septem partes ducuntur per generales
Oppositum clerus mediumque tenet Lutegerus”
– MS. I.33, anno 1320 circa.

Ciò che caratterizza il sistema marziale esposto nel MS. I.33 è dovuto pressoché alle modeste dimensioni dell’arma: il posizionamento dei corpi protratti in avanti permette di sottrarre le gambe come bersaglio e di focalizzare quasi esclusivamente il combattimento su situazioni di legamento tra le lame con il supporto costante e congiunto del brocchiero.

Verso le ultime tavole del manoscritto appare una misteriosa figura femminile, anch’essa armata di spada e brocchiero, dal nome di Walpurgis. Sebbene vi siano molte speculazioni su chi sia realmente, pare che questa donna sia legata a Santa Valpurga, una religiosa di origini anglosassoni ma vissuta prevalentemente in Germania, dove concluse la sua esistenza.
Dopo la sua morte, le spoglie furono trasferite a Eichstätt, nell’Abbazia di Santa Valpurga, per ordine del vescovo di Eichstätt Otgar il 1° maggio 870. Ma secondo la leggenda, la sua tomba trasudò per qualche tempo un liquido dai poteri taumaturgici. Per questa ragione, nel 916 il re carolingio Carlo il Semplice fece trasferire le sue reliquie in una cappella di Attigny servita da dodici canonici.
Il Martirologio Romano in merito a Santa Valpurga afferma:“Nel monastero di Heidenheim nella Franconia in Germania, santa Valpurga, badessa, che, su richiesta di san Bonifacio e dei suoi fratelli i santi Villibaldo e Vinebaldo, dall’Inghilterra venne in Germania, dove resse saggiamente due monasteri, di monaci e di monache”.

Sebbene il più antico manoscritto di area germanica consista proprio in un testo unicamente incentrato sull’utilizzo della spada accompagnata dal brocchiero, in realtà la tradizione tedesca successivamente dominata dalla figura di Johannes Liechtenauer sembra essere stata assai avara di insegnamenti in merito a questo modo di combattere. Cosa strana visto che il brocchiero era sicuramente uno degli strumenti più diffusi per difendere la propria vita. A tale forte disinteresse, come unica eccezione vi sono le sei tecniche del Maestro Andres Liegnitzer, uno dei membri appartenuto proprio alla Società di Liechtenauer. Il Maestro d’arme tedesco espone brevemente un metodo meno focalizzato sul legamento, rispetto al MS. I.33, e molto più simile al sistema del Maestro Liechtenauer.

Forse la ragione di questa importante mancanza è chiarita dal fatto che i manoscritti di epoca medievale erano indirizzati alla classe nobiliare, quindi ben lontana dall’uso volgare e popolare della spada con il brocchiero. Non a caso, anche il Magistro Fiore dei Liberi glissa apertamente su tale tematica, preferendo spiegare l’arte della spada tenuta ad una mano senza il suddetto accompagnamento.

“Poy trouariti uno magistro contra tre scolari che fa
el zogho de la spada d’una mane senza bucolero.”
– MS. Flos Duellatorum, anno 1409 circa.

Viceversa, un secolo dopo, i Maestri d’arme bolognesi Antonio Manciolino ed Achille Marozzo apriranno i rispettivi trattati proprio sull’uso della Spada da lato abbinata al brocchiero. La loro composizione didattica è talmente ricca da occupare spesso una grande porzione nei loro testi; con una evidente maggiore predisposizione a tale abbinamento da parte del Maestro Antonio Manciolino, il quale espone addirittura una lunghissima serie di tecniche da compiere fuori misura partendo con il proprio avversario da guardie identiche. Praticamente un approccio propedeutico prima di entrare nel vero corpus degli Assalti che formano un ipotetico combattimento contro un avversario immaginario.

“Perché la valorosa arte dell’Armi recca di continuo seco per sicurezza sua le schifevoli guardie, che dieci famo se sono, & ha venti diversi nomi, utile ho giudicato il narrar di quelle nel primiero loco, che s’innanzi apprese fieno, spatioso, & agevole Campo, anzi maggior luce al rimanente dell’opera daranno. Quinci adunque con il divino aiuto toremo il principio.”
– Opera Nova, anno 1531.

In effetti un qualcosa di simile è già riscontrabile nell’antecedente ed anonimo MS. Ravenna. Sebbene estremamente meno ordinato, e più incentrato sull’uso della Spada da lato senza accompagnamento, il suddetto testo espone un concetto simile a quello del Maestro Manciolino, ma esponendo varie sequenze di spada e brocchiero che vedono i due contendenti partire però da guardie non identiche ma tra loro differenti.

Come loro stessi ci fanno intendere in varie affermazioni sparse nei rispettivi testi, l’estrazione sociale degli allievi che presenziavano nella Sale d’armi dei Maestri Manciolino e Marozzo presentava uno scenario molto più variegato rispetto a quello dei secoli precedenti. Quindi si può supporre che la necessità formativa di cominciare da spada e brocchiero fosse proprio per venire incontro ad una più vasta “clientela”, oltre che soddisfare i principi didattici di un sistema focalizzato sull’uso disgiunto di entrambe le mani.

Il Maestro Achille Marozzo espone l’utilizzo di due tipi di brocchiero: uno piccolo dal diametro di circa 15 cm (brocchiero stretto) utile per accompagnare le “spada gioco” senza filo, ed uno più grande (brocchiero largo) che può arrivare fino ai 45 cm di larghezza utile per esercitarsi nel duello vero e proprio. Allo stesso tempo ci viene esposta la terminologia delle parti che compongono questo tipo di scudo: la penna (l’orlo dell’estremità) e la coppola (ovverosia l’umbone sporgente al centro).
Sebbene le dimensioni minute del Brocchiero possano sembrare insufficienti per qualsiasi reale utilizzo in combattimento, in realtà la vera forza di questo piccolo scudo è da trovarsi nel notevole cono d’ombra prospettico che si crea quando viene tenuto in avanti con il braccio disteso, concedendo una non indifferente protezione alla propria persona. A conferma di ciò, ci vengono in aiuto le parole del Maestro modenese Giacomo di Grassi in un’allegoria al limite della comprensione:

“/…però è da sapere che quello istesso respetto dà il brochiero al corpo, cha ha quel puntino o vogliano dir mira che è in cima gli archibugi artigliarie o d’altre simili alle cose, o obietti in che tirano, ne quali si vede; che quando l’archibugiero o bombardiero trarà per aventura in un colombo o vero in una torre, quando si mirano et che truovano che il punto ferisce nell’obbietto, all’hora quel pontino ancora che sia piccolissimo & anco delle mille parti l’una, nulla di meno quello dell’archebugio coprirà quasi tutto il colombo & quello dell’artiglieria quasi tutta la torre…/”
– Ragion di adoprar sicuramente l’arme, anno 1570.

I trattati legati alla tradizione bolognese mostrano un combattimento di spada e brocchiero ben differente dal MS. I.33. La spada da lato presenta le prime protezioni alla mano, ed infatti il brocchiero copre la mano armata solo in posizioni statiche in cui il braccio è tenuto disteso, in quanto colpibile dall’avversario. E, cosa fondamentale, ora la spada e il brocchiero si muovono in modo disgiunto poiché l’arma è assai più lunga, quindi non è più necessario adottare posture col busto avanzato per sottrarre le gambe (che possono ora essere comunque colpite anche se si adottasse tale accorgimento), e che, quindi, richiedono che la spada vada a coprire anche le linee di attacco alle parti inferiori.
Allo stesso tempo, a causa della forma tondeggiante sia della coppola che della penna, questa non garantisce una perfetta sicurezza difensiva, richiedendo l’utilizzo primario della spada per compiere le dovute parate, in cui il Brocchiero può andare a sostegno della spada ove possibile. Eccezion fatta per quelle coraggiose azioni in contro-tempo che vogliono questo piccolo scudo chiudere la linea di offesa dell’avversario ferendolo nello stesso istante con la propria arma.
Detto questo, quanto segue è un piccolo riassunto delle molteplici funzionalità che ha il brocchiero durante il combattimento nel sistema bolognese:

– Soprattutto nei momenti in cui le braccia sono molto distese, il brocchiero può coprire la mano armata.

– In rari casi può essere usato per deflettere i colpi dell’avversario, lasciando l’arma libera di ferire.

– Durante le azioni compiute a distanza ravvicinata, il brocchiero può essere usato per tenere ferma la mano avversaria impedendogli così di agire o per colpirlo direttamente al volto. Oppure per tenere la stessa spada e liberare la mano armata per compiere dei disarmi.

Appurato quindi che l’utilità del brocchiero è, in primis, quella di disincentivare l’avversario a compiere determinati attacchi, in modo tale da lasciare il grosso del lavoro alla spada, il sistema bolognese adotta un insieme di guardie che vedono il brocchiero essere posizionato a seconda del posizionamento dell’arma principale come esposto dal Maestro d’arme Achille Marozzo:

– Quando la propria spada è in una guardia alta, centrale o bassa sul fianco destro, il braccio che tiene il brocchiero è disteso a chiudere le possibili linee di offesa rivolti al proprio lato sinistro.

– Quando la propria spada è in una guardia alta e frontale, il braccio che tiene il brocchiero è disteso a chiudere le possibili linee di offesa rivolti al proprio lato sinistro.

– Quando la propria spada è in una guardia centrale e frontale, il braccio che tiene il brocchiero è disteso a copertura della mano armata.

– Quando la propria spada è in una guardia bassa e frontale, il braccio che tiene il brocchiero è raccolto vicino alla testa al proprio fianco sinistro.

– Quando la propria spada è in una guardia bassa sul fianco sinistro, il braccio che tiene il brocchiero è raccolto vicino alla testa al proprio fianco sinistro.

– Quando la propria spada è in una guardia centrale sul fianco sinistro, il braccio che tiene il brocchiero è disteso a copertura della mano armata.

Se è vero che, storicamente, le armi bianche e le armature caddero in disuso per via della sempre maggiore presenza delle armi da fuoco e del loro continuo perfezionamento, la ragione principale che ha visto il declino di questo scudo come strumento difensivo fu esclusivamente di carattere sociale, essendo per lo più strumento civile. Sfortunatamente il Brocchiero fu considerato troppo “grezzo” per accompagnare la spada di un gentiluomo, e probabilmente ignorato da chi cercasse nel duello un’eleganza stilistica degna di questo nome nel proprio modo di combattere.
Cosa strana a dir la verità, in quanto proprio i suddetti Maestri bolognesi aprono e chiudono le loro lezioni con numerosi abbellimenti, che messi per iscritto sono complicati da leggere alla pari di quanto possono risultare estremamente eleganti a vedere:

“Hora qui prencipiaremo il primo assalto de spada e brochiero stretto che serà molto bello & utile per giocare & per insegnare. Sicchè nota: prima l’è de bisogno che tu vadi a gioco per attrovare il compagno, ma io voglio che tu te metta da un canto della sala con il tuo brochiere sotto la tua lasina manca, cioè in sul galon, el tuo piè dritto appresso del manco tirato, polito e con la spada in coda longa e larga, con il tuo braccio disteso e la persona dritta e galante quanto sia possibile. Qui voglio che tu butti il tuo piè dritto inanci, e con questo buttare voglio che tu butti il falso della spada in la copola del brocchiere e in quello battere tu voltarai la ditta copola inverso della tua faccia, & de lì tu butterai el tuo piè mancho uno gran passo dinanzi del dritto, e in questo buttare tu farai uno rettocco de brochiere, e metterai la spada in guardia di testa con le braccia ben distese; & de lì tu volterai la punta de la spada inverso terra, cioè con el falso verso il tuo brochiero e allhora tu batterai del ditto falso int’el brochiere, cioè tu tirerai al’insuso alto con la tua man dritta, e in questo tirare tu farai uno molinello, con el tuo piè dritto un gran passo dinanci del mancho, a l’insuso e defatto tu ne farai uno altro, con el piè manco inanci, el quale anderà sopra el braccio del brochiere, e lì toccherai el brochiero con il pomo della spada da lato dentro in la penna; & de lì butterai el pugno della spada dinanci del tuo brochiero, volto pure con la ponta inverso terra, & in questo voltare tu tirerai pure de uno falso int’el brochiere al’insuso; & in questo tirare tu butterai il piè dritto inanci e sì monterai de uno montante tirando de fatto el piè dritto appresso del manco e la tua spada andarà in guardia alta, il tuo brochiero disteso. E poi tu taglierai uno fendente int’ella penna del brochiere con el piè dritto indietro, e de fatto tu tirerai il manco accanto del dritto e la tua spada serà in coda longa e distesa, e poi tu butterai il manco inanci uno gran passo dinanci del dritto, & in questo buttare tu farai uno rettocho de brochiero e la tua spada anderà in guardia di testa, tirando pure di novo al’insuso de uno falso in la copola del brochiere; & in questo tirare tu butterai il piè dritto un gran passo dinanzi del mancho, e sì montarai de uno montante int’el brochiere tirando subito el piede dritto appresso del manco, e la tua spada andarà in guardia alta con le braccie tue ben distese, et el tuo galon manco guardarà più al’incontro verso el nemico che l’altro, el tuo piè dritto ben disteso e tirato galante.”
– Opera Nova dell’Arte delle Armi, anno 1536.

In realtà, molto probabilmente il fattore che incise di più furono le continue leggi cittadine emanate con l’unico fine di disarmare progressivamente la popolazione. Sebbene largamente ignorato da questi emendamenti per tutto il XVI° secolo, in quanto per lo più indirizzati a bandire armi tipicamente grevi e non affini a contesti cittadini, alla fine toccò anche al Brocchiero entrare nella lista degli strumenti proibiti, finendo così legato agli ambienti del malaffare che, con il dovuto disprezzo della legge, continuarono comunque ad utilizzarlo.

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