SCUDI

Per oltre due milla anni lo Scudo è stato uno strumento fondamentale per la vita di un soldato, ma non solo. Chiunque, indipendentemente dal proprio ceto sociale, potrebbe aver avuto necessità di usarne uno per difendere la propria vita.

L’intento di questa pagina informativa non è quella di descrivere ogni tipologia di Scudo in uso tra le popolazioni europee lungo gli ultimi due mila anni, ma di trattare unicamente questo strumento in epoca medievale e nel successivo periodo rinascimentale.

A partire dalla seconda metà dell’XI° secolo fino all’inizio del XIII° secolo, lo scudo a mandorla dei normanni sembra essere stata la tipologia più diffusa, come attestato dall’Arazzo di Bayeux: costituito dall’accostamento di ben nove pezze di lino finemente ricamate per una lunghezza complessiva di oltre 68 metri, questo arazzo raffigura la Battaglia di Hastings del 1066 tra Normanni e Anglosassoni.
Gli scudi raffigurati agli invasori normanni hanno la tipica forma a goccia e risultano essere alte quasi quanto il loro possessore con una lunga estremità che si restringe a punta utile per proteggere allo stesso tempo gli arti inferiori; le altri parti che la compongono sono un umbone centrale, e la parte superiore convessa con angoli superiori tondeggianti, caratteristica che, pur variando in dimensioni, rimarrà comune fino al secolo successivo, per poi divenire completamente piatta all’inizio del XIII° secolo.

Con il progressivo appiattimento della parte superiore, lo Scudo del XIII° secolo acquisì col tempo una forma sempre più triangolare abbinata anche a dimensioni decisamente inferiori. Nella maggioranza delle raffigurazioni, lo scudo triangolare è rappresentato anche privo dell’umbone, cominciando quindi a discostarsi sempre più dallo scudo normanno originario. Piano piano verso la fine del XIV° secolo le sue dimensioni diminuiscono ancora fino a divenire quel tipico scudo squadrato iconicamente legato nell’immaginario alle giostre ed ai cavalieri a cavallo, detto “à bouche”, intagliato all’angolo superiore destro, facendo sì che la lancia potesse essere posizionata al suo interno durante le cariche in sella.

La sempre crescente evoluzione protettiva delle armature influenzerà di gran lunga l’esistenza degli scudi. Dove lo scudo pavese ebbe un importante ruolo strategico, per lo più a difesa di arcieri e balestrieri durante i tempi morti dovuti alla ricarica delle armi, l’elevata capacità protettiva delle armature a piastre portò progressivamente a scemare la necessità di armarsi di uno scudo nei campi di battaglia.

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